DIVENTA SPONSOR DEL SEI GIORNATE


Il comitato organizzatore della quattordicesima edizione del Sei giornate, ha attivato sia la pagina Facebook che il numero di telefono 086336191 al fine di raccogliere contributi per lo svolgimento della prossima rassegna nel giugno 2015. 18 incontri in 6 giornate: una vera e propria rivoluzione, che trasformerà radicalmente l'evento avezzanese. Festival tra i più longevi in Italia. Ecco i vari pacchetti per sostenere il festival.

Pacchetto pubblicitario “LATTA” € 250,00+IVA
Logo nella scenografia 20 cm x 20 cm
Striscia radiofonica 3 passaggi giornalieri su radio Stella dal 20 maggio al 28 giugno 2015
Logo su locandine super A3
  
Pacchetto pubblicitario “BRONZO” € 500,00+IVA

Logo nella scenografia 40 cm x 40 cm
Striscia radiofonica 3 passaggi giornalieri su radio Stella dal 20 maggio al 28 giugno 2015
Banner sui manifesti 6 m x 3 m
Logo manifesti 70 cm x 100 cm

Pacchetto pubblicitario “ARGENTO” € 1000,00+IVA

Logo scenografia 60 cm x 60 cm
Striscia radiofonica 12 passaggi giornalieri su radio stella dal 20 maggio al 28 giugno
Logo sui 6x3
Manifesti 70 cm x 100 cm
Logo/banner sito internet per un anno dalla data di sottoscrizione del contratto

Pacchetto pubblicitario ”ORO” € 1500,00+IVA

Logo scenografia 60 cm x 60 cm
Striscia radiofonica 15 passaggi giornalieri su radio stella dal 20 maggio al 28 giugno
Logo manifesti 6 m x 3 m
Logo manifesti 70 cm x 100 cm
Logo locandine super A3
Logo/banner sul sito internet (può essere modificato nel dodici mesi rispetto ai lanci
promozionali dell'azienda) per un anno dalla sottoscrizione
Pubblicità in movimento con velina mattino/pomeriggio dal 1 giugno al 28 giugno
Pubblicità su colonne laterali del palco

ECCO IL FESTIVAL CHE VEDREMO



Quattordicesima edizione

23 GIUGNO ORE 17.00 - KATIA AGATA SPERA (fascia autori abruzzesi)
23 GIUGNO ORE 18.00 - FRANCESCA TRINCHINI (fascia autori abruzzesi)
23 GIUGNO ORE 19.00 - LUCA GIANOTTI
23 GIUGNO ORE 22.00 - DARIO TORROMEO intervistato da FEDERICO ZAMBONI
24 GIUGNO ORE 17.00 - LOREDANA LIMONE (libro per bambini)
24 GIUGNO ORE 19.00 - LOREDANA LIMONE (libro per adulti)
24 GIUGNO ORE 22.00 - GIUSEPPE CULICCHIA spettacolo L'Antipresentazione
25 GIUGNO ORE 19.00 -  EMMA POMILIO
25 GIUGNO ORE 21.00 - GIANLUCA MOROZZI
25 GIUGNO ORE 22.00 - ANTONIO CAPRARICA intervistato da Filippo Fabrizi
26  GIUGNO ORE 17.00 - SPETTACOLO TANTE STORIE PER GIOCARE con FRANCESCO SPORTELLI e ALESSIA TABACCO
26 GIUGNO ORE 18.00 - TAMARA MACERA e CLAUDIA VALLETTA intervistate da Luisa Novorio
26 GIUGNO ORE 19.00 - FRANCESCA SERAFINI
26 GIUGNO ORE 22.00 - ALESSIO ROMANO
27 GIUGNO ORE 18.00 - PATRIZIA DI DONATO (fascia autori abruzzesi)
27 GIUGNO ORE 19.00 - BEA BUOZZI e
 PAOLO ROVERSI
28 GIUGNO ORE 17.00 - CATERINA FALCONI (fascia autori abruzzesi)
28 GIUGNO ORE 18.00 - ALESSANDRA ARACHI 

28 GIUGNO ORE 19,00 - DOMENICO MACCALLINI (fascia autori abruzzesi)
28 GIUGNO ORE 22.00 - CATENA FIORELLO intervistata da Ilaria Leonardis

LA VIA DEL PEPE. PARIS PARLA DI CARLOTTO


Lo sapevo. Le malattie non vanno via e ti assalgono quando meno te lo aspetti. 
Dopo Giuseppe Culicchia, e del suo Ma in seguito a rudi scontri, torno vittima della sindrome del recensore per colpa di Massimo Carlotto. La conoscete, questa sindrome? No, e allora ve la spiego. Accade che nessuno mi chieda di scrivere del libro che ho appena finito di leggere, tuttavia la mia mano, e qualcosa che sta più su, iniziano a fremere e a raccontare la storia appena finita. Ci risiamo. Stavolta sono tornato bambino con la favola La via del pepe, finta fiaba africana per europei benpensanti, pubblicata dalle edizioni E/O.
Dopo poche righe, quello che avevo solo immaginato dalle foto della prima e quarta di copertina, è diventato realtà. Carlotto parla della storia che mi ha reso scrittore. Ovvero narra di un viaggio della speranza dalla Libia a Lampedusa di svariati disperati del mare, su un carretta meglio chiamata peschereccio. Parla del mio Mare nero: oltre 120.000 copie vendute in un paese senza più lettori. Lo fa con poche pagine, accompagnate dalle illustrazioni di Alessandro Sanna: davvero bravo. Parla di Amal, un ragazzo di diciannove anni. E di suo nonno Boubacar Dembélé. Parla di una manciata di pepe, o meglio di cinque grani tenuti tenacemente in una mano. Così grazie a quei cinque grani, quello che per gli altri è la fine della vita e l'inizio della morte, per Amal diventa lo scudo contro la signora nera. Il mare non riesce ad inghiottirlo. I corpi degli altri colano a picco come ancore, quello di Amal resiste al confronto con la signora di cui sopra. Il finale non ve lo racconto. Mai fatto per nessun libro, figuriamoci per questa fiaba di Carlotto, di 41 pagine godibilissime, anche se per me è stato come rivivere la stesura del mio fortunato Mare nero. 
Spero che Carlotto venga al Sei giornate la prossima estate (23-28 giugno 2015, arena Mazzini, Avezzano) a raccontare ai marsicani benpensanti cosa accade in zona Mar Mediterraneo. Regalerò La via del pepe ai bambini poveri della mia terra, convinto che questa agile lettura li faccia sentire meno poveri,  

File:Massimo Carlotto in Trento 2009 01.jpg

EDIZIONE 2015: SPAZIO ANCHE AGLI AUTORI ABRUZZESI

Per la prima volta in quattordici anni, il Sei giornate darà spazio ogni giorno ad uno o più autori abruzzesi. Una fascia pomeridiana (dalle ore 17.30 alle 19.00) riservata esclusivamente al mondo delle lettere della nostra regione. Un modo per rendere la rassegna avezzanese capofila della letteratura abruzzese non solo per longevità e prestigio, ma anche per progettualità e innovazione. Per vedere il programma man mano nel suo evolversi e definirsi, basterà cliccare sulla pagina PROGRAMMA. L'organizzazione conta di definire il tutto entro la fine di marzo. nell'auspicio che la città risponda al festival più importante del centro Italia con l'attenzione e le presenze che merita.

 

GIANNI PARIS PARLA DI GIUSEPPE CULICCHIA


Il magico Torino
Sono passati anni. Troppi, a dir la verità. Avevo deciso di smetterla con le recensioni. Con la voglia di parlare dei libri degli altri. Dopo tante pagine riempite di quotidiani e riviste letterarie (l'odore dei libri era il nome del mio spazio domenicale), mi era passata la voglia di diventare comparsa nelle storie altrui. In un paese troppo indifferente alle patrie lettere, era meglio leggere le storie di autori interessanti senza dover donare lo spunto di una emozione a nessun altro, se non a me stesso. Era così, per me. Lo è stato per lungo tempo.  
Del resto, scrivo romanzi senza assilli, come sanno i miei lettori. A distanza di tre o quattro anni l'uno dall'altro, faccio vivere i miei personaggi di carta. Nel 2010 è uscito Nessuno pensi male (Dario Flaccovio Editore) e nel 2014, per Meridiano Zero, ho pubblicato L'ultima scommessa, entrambi romanzi di denuncia, nella direzione presa dei libri votati al sociale e a quell'attualità che si ripete da decenni.
La copertina del nuovo romanzo del nostro
Insomma, dopo quasi dieci di astinenza dalle recensioni, mi torna la voglia per colpa di Giuseppe Culicchia, autore torinese (granata nel cuore e nell'inchiostro), conosciuto personalmente nel 2005, mio ospite in occasione di una delle tante prestigiose edizioni del festival Sei giornate in cerca d'autore (che dieci anni fa si chiamava Sei settimane: una vera e propria maratona delle lettere tricolori, che dopo due ore passate al pronto soccorso - per sfinimento del vostro racconta balle -, si trasformò in Sei giornate per salvare appunto la salute del vostro racconta balle).
Dicevo di Culicchia. Un autore di cui ho letto tanto: almeno dodici titoli, da Tutti giù per terra ad Ambarabà, da Bla bla bla a Paso Doble, da A spasso con Anselm a Un'estate al mare. Per non dire di tutti i suoi libri sul Toro e sulla sua Torino (Ecce Toro o Torino è casa mia). Intanto sottolineo ancora ai miei avvertiti lettori che di fronte abbiamo un tifoso sfacciato del Toro: non si era capito, vero?! Uno da curva Maratona. Uno che canta. I granata sono qua, i granata sono qua, non importa dove il Toro giocherà, i granata sono qua. 
Voglio bene a Culicchia, perché Giuseppe non è uno che se la tira. Quando l'ho conosciuto aveva un problema al ginocchio. Doveva farselo vedere, ma preferiva il dolore ad una visita nella stanza di un ortopedico, Avete capito il personaggio. E cosa fa Culicchia per spingere Gianni Paris a scrivere una recensione dopo dieci anni?... Scrive un romanzo breve, ma dalla forza narrativa stupefacente. Scrive 129 pagine spettacolari, cazzarola. Mette insieme una storia sul calcio e sulla vita. Titolo: Ma in seguito a rudi scontri, edito da Rizzoli. Due personaggi perfetti. Da un lato, Ermanno Zazzi, soldato fascista e grande amatore, che dopo la guerra sposa la sua Aida, donna veneziana conosciuta nel suo bordello preferito, e da cui nasce il figlio Francesco, detto Franz. Dall'altro, Franz Hrubesch, soldato delle SS, grande amico dello Zazzi. Il militare tedesco ha perso la sua famiglia nell'orrore della campagna di Russia, nel bombardamento di Dresda, eppure è ancora in grado di pensare a donare la sua vita per un ideale che a tanti appare sempre più sbiadito. Siamo nel 1945 a Torino. 
Giuseppe Culicchia
La storia ci fa vivere l'attesa prima del derby tra il Toro e quell'altra squadra cittadina, quella che Zazzi non riesce neanche a nominare, quella che Zazzi dice essere la squadra che ruba le partite. E così, mentre sulle colline si vivono gli ultimi scontri tra fascisti e partigiani, in città si attende il derby dei derby. Zazzi e Franz vanno allo stadio Mussolini (che prende il posto del Filadelfia danneggiato dai bombardamenti), non prima di aver fatto tappa al bordello frequentato dal nostro Zazzi. Entrano allo stadio e tra sfottò, cori contro i bianconeri e gol emozionanti, non ci importa come finisca la partita perché i personaggi di Culicchia sono vivi e ci parlano di un fattore ormai in decadimento, ovvero l'amicizia. Anche di quella concessa ad un comunista rivoluzionario, che viene salvato da una possibile pallottola perché torinista. Insomma, Culicchia salva tutti. A patto che indossino la maglia granata.