A FEBBRAIO 2014: USCIRA' IL PALLONARO

Il pallonaro racconta la vera storia del calcioscommesse in Italia: lo scandalo che colpì il calcio a undici a partire da giugno 2011, vedendo coinvolti giocatori, dirigenti e società di serie A, serie B, Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti. Per molti dei personaggi coinvolti l’accusa è stata di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.
Il pallonaro è un diario fuori e dentro il carcere di Cremona. Protagonista un ex direttore sportivo di un club professionistico, arrestato e già condannato nell'ambito dell'operazione Last Bet.
Il libro è stato costruito per essere letto in 90', come un incontro di calcio. Del resto, l'io narrante vive la sua partita onirica all'interno della storia: emblema e sostanza di un pallone italico marcio da anni.
Grazie ai soldi provenienti da scommessopoli, molti sodalizi, oltre ad arricchirsi, provvedevano a saldare gli stipendi di squadra e maestranze, evitando sanzioni disciplinari. Un sistema quasi perfetto, anche se gestito in stile Bar dello Sport. E, come spesso avviene, nei bar si parla troppo… Così quelle insegne hanno trovato spazio fuori le mura di un carcere.
Il protagonista del libro, dopo gli sputi ricevuti dai tifosi, mentre lo conducevano nella sede sociale del suo ultimo club per continuare la perquisizione, ha scelto di fare a meno del pallone proprio nel giorno del trentacinquesimo anniversario di calcio giocato, dentro e fuori dal rettangolo verde. Una presa di posizione unica: uno dei pochi che non si è tirato indietro, ammettendo colpe e responsabilità proprie, senza buttare fango sulle altre persone coinvolte.
Questo libro poteva essere qualcosa di diverso dalla fiction, ma lui, Giorgio Preziosi, non si è sentito in grado di reggere alla pressione e alle preoccupazioni che avrebbero continuato a tormentarlo per tutta la vita senza pantaloncini…   

Gianni Paris, dopo i successi di Mare nero e Nessuno pensi male, insiste sulla via del romanzo sociale: anima e cuore pulsante di una narrativa che lo identifica tra gli autori da tenere d’occhio. Grazie a lui, entreremo nello stadio non per sederci su una poltroncina: attraverso il suo sguardo apriremo la porta dello spogliatoio, prima e nell’intervallo di una partita di calcio, convinti sempre più che siamo stufi di vedere palloni bucati.  

DEREK RAYMOND: E MORI' A OCCHI APERTI


E morì a occhi apertiIl corpo di un uomo massacrato viene rinvenuto in un cespuglio, gettato come spazzatura. Mentre gli rompevano le ossa a una a una, sembra che la vittima, Charles Staniland, abbia assistito con passiva rassegnazione alla propria morte. A Londra i casi del genere, sordidi e insignificanti, sono pane per la A14: Sezione Delitti Irrisolti.
Il Sergente senza nome, nessuna velleità di carriera ma un interesse profondo per coloro che dalla vita sono stati calpestati e sconfitti, inizia una discesa nelle paludi di una tragedia individuale, che affonda le radici nelle degradate periferie londinesi.
Un’indagine anomala, condotta attraverso l’ascolto dei nastri su cui Staniland ha registrato il proprio itinerario verso la fine. Inoltrandosi in una profanazione della memoria che lo porterà a rivivere le tappe della vita della vittima, il Sergente scivolerà sulle sinuose curve della storia d’amore che l’ha accompagnata verso la morte, fino a ricongiungersi in un crudele abbraccio con i suoi carnefici.
Con Derek Raymond il noir deraglia dai percorsi classici dell’indagine poliziesca per diventare un’analisi lucida e insopportabile dell’esistenza nelle sue derive inesorabili, nella grigia assenza di ogni meta plausibile. La carne livida di un uomo morto riprende dignità e vita, mentre il lettore e il protagonista vedono la verità attraverso i suoi stessi occhi aperti.
Derek Raymond (Londra, 1931-1994) era lo pseudonimo di Robert William Arthur Cook. Sottrattosi ben presto all’educazione borghese impartitagli dalla famiglia, ha iniziato a viaggiare improvvisandosi nei lavori più improbabili: dal riciclaggio di auto in Spagna all’insegnamento dell’inglese a New York, dall’impiego come tassista alla carriera di trafficante di materiale pornografico. I suoi esordi nella carriera letteraria risalgono agli anni Sessanta, con opere chiaramente influenzate dall’esistenzialismo di Sartre. Un’influenza che riemergerà a partire dagli anni Ottanta nella sua serie noir della Factory aperta da questo romanzo. 

GIANNI PARIS DIVENTA UN AUTORE MERIDIANO ZERO

Uscirà a febbraio 2014 il nuovo romanzo dello scrittore avezzanese, Gianni Paris. Il pallonaro, questo è il titolo, racconta la vera storia del calcio delle scommesse illegali. Un diario fuori e dentro il carcere di Cremona. Protagonista un ex direttore sportivo di un club professionistico, arrestato e già condannato nell'ambito dell'operazione Last Bet. L'editore Meridiano Zero ha deciso in trenta giorni per il sì. Il libro, della lunghezza di 100 pagine, è stato costruito per essere letto in 90', come una partita di calcio. Del resto, l'io narrante vive la sua partita onirica all'interno della storia: emblema e sostanza di un pallone italico bucato da anni.

MYKLE HANSEN: AIUTO! UN ORSO MI STA MANGIANDO

Aiuto! Un orso mi sta mangiando!Intrappolato in una remota foresta dell’Alaska, rintanato sotto il suo Suv per difendersi da
un orso che ha già assaggiato i
suoi piedi, Marv Pushkin – avido e narcisista executive manager di una mega-corporation di Seattle, cultore del Pensiero Positivo dalla spassionata idiosincrasia per la natura incontaminata – aspetta pazientemente che la civiltà intervenga in suo soccorso sotto forma di squadra di ranger, elicottero o ambulanza.
Come unico kit di sopravvivenza recuperato con una strategica manovra di cric: salamini piccanti texani e un paio di birre con cui ingoiare tutta una scorta
di antidolorifici da sottobanco.
Ma perché cavolo si è lasciato tentare
da un’improbabile spedizione aziendale di caccia all’orso – mirata a rinforzare lo spirito di squadra – nel cuore della “trendissima zona selvaggia”?
Tra improperi e ciniche freddure, egocentrico e sfacciatamente arrogante, Marv ammicca al lettore travolgendolo nel suo irresistibilestream of consciousness sociopatico fatto
di allucinazioni ursine, tirate sulla presunta stupidità del genere umano – per non parlare di quello animale – e misogini attacchi a moglie e amante.
Tra Evelyn Waugh e Christopher Moore, una spassosissima black comedy firmata da uno dei maestri indiscussi della Bizzarro Fiction. 
Autore
 
Mykle Hansen, scrittore e performer specializzato in narrativa surreale e satirica, vive a Portland, nell’Oregon, ed è il brillante autore di romanzi culto come Eyeheart Everything, Rampaging F*ckers of Everything in the Crazy Shitting Planet of the Vomit Atmosphere (Wonderland Book Award 2008).
È inoltre musicista, batterista, programmatore informatico, scultore, falegname, ciclista, cultore delle arti marziali, nonché amante del tofu alla piastra.

EMMA DONOGHUE: IL BACIO DELLA STREGA


Il bacio della stregaMossa azzardata, lasciarsi baciare
da una strega. Ma alle popolari protagoniste delle storie di Emma Donoghue non manca certo il coraggio: il coraggio 
di perseguire il proprio destino, ma soprattutto di sovvertirlo.
Tredici fiabe tradizionali rilette in chiave anticonvenzionale e magicamente intrecciate tra loro: donne (giovani e non) in cerca di un riparo, di potere o di una liberatoria risposta alla propria irrequietezza.
Donne che si raccontano le loro storie, in un susseguirsi dal gusto arabeggiante, un gioco di scatole cinesi nel quale la narratrice della storia precedente diviene la destinataria della successiva.
Una magica ragnatela di alleanze, a volte infide a volte erotiche, ma sempre imprevedibili. Una riflessione tutta al femminile, quella di Emma Donoghue, che, sulla scia di Anne Sexton e Angela Carter, sceglie la strada della rielaborazione di favole classiche.
Ma la sua rilettura
è prima di tutto una critica alla tradizione, laddove le fiabe tradizionali si portano dietro tutta una rete di sogni e desideri culturalmente prestabiliti.
Così, di fronte a ogni principe
azzurro, dovremmo cominciare a chiederci se lo vogliamo davvero, o
 se è semplicemente ciò che ci hanno insegnato a volere, ciò che gli altri vorrebbero per noi.
Una poetica dichiarazione d’indipendenza dedicata a principesse ribelli di ogni età, capaci di riscrivere il proprio lieto fine, dove un bacio infrange l’incantesimo di un destino irreale. 

HERNAN RONSINO: GLAXO

GlaxoGlaxo non esiste ma potrebbe. È un paese di provincia come tanti. Fabbrica. Stazione. Cinema. Macelleria. Bottega del barbiere. In un’Argentina che mostra già i segni del suo periodo più buio, il passare del tempo sembra scorrere senza lasciare tracce e persino l’arrivo inatteso di quattro mormoni e di una coppia
 di coniugi dal passato oscuro potrebbero
 non interferire nel suo lento fluire,
se non fosse che ci è scappato il morto.
Una storia ridotta in schegge, che si ricompone attraverso le voci narranti di quattro personaggi e che rivela come la violenza di stato si propaghi alle vite private. Con un abile intreccio giocato su quattro periodi temporali in ordine non cronologico, la narrazione si apre nel 1973 con la voce asciutta del barbiere Vardemann, da qualche anno tornato di galera. Segue il 1983, in cui Bicho Souza preannuncia le sorti dei protagonisti. Il 1966 dà voce all’impiegato delle ferrovie Miguelito Barrios, ossessionato dalla visione della morte, mentre il sottufficiale Folcada, marito dell’intrigante Miranda la Mora, ci riporta al 1959, anno dell’omicidio, restituendoci in extremis le pedine necessarie allo scioglimento dell’enigma.
Un noir letterario pregno di storia argentina, con eloquenti rimandi al film Il giorno della vendetta e, a esergo, una citazione di Operación Masacre di Rodolfo Walsh. Un piccolo gioiello stilistico a incastro, da leggere e rileggere e rileggere.